Piccola Comunità Apostolica

In un’adunanza di preti presieduta dal card. Tonini, la domanda era: “Da chi partire per evangelizzare?”. Don Bruno disse: “Io partirei da chi ci sta”. Il Cardinale interruppe soddisfatto e: “Magari – affermò - si potesse formare in ogni parrocchia una Piccola Comunità Apostolica (PCA). Sarebbe l’ideale!”. Noi diciamo che è un segreto… anzi, è il segreto che Gesù è venuto a portare sulla terra. Dio è Amore: per essere tale non può essere solo. Devono esserci in Lui più persone… il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo… una Comunità d’Amore. Il segreto non l’ha solo comunicato. Prima l’ha attuato e poi l’ha comandato.

Tutto il Vangelo è la formazione della Comunità (in terra), immagine viva della Trinità (in cielo).
Ecco come l’ha attuata:
  • Gesù chiamò quelli che volle perché stessero con Lui” (Mc 3,13) e insieme tra loro.
  • Anche alcune donne, e molte altre, lo seguivano costantemente (Lc 8,1).
  • L’ha nutrita col suo corpo e sangue (il primo Cenacolo-Eucarestia).
  • Le ha dato la legge costituzionale: il comandamento dell’Amore reciproco come segno distintivo.
  • Ha garantito la sua presenza: “Dove sono due uniti nel mio nome, io sono presente”.
  • Ne ha fatto oggetto della sua ultima preghiera al Padre. “Che siano perfetti nell’unità… voglio che lo stesso amore che c’è tra me e te sia in loro”.
  • Le ha dato il modello-madre: “Ecco tua madre!” (Gv 19,22).
  • L’ha riempita del suoSpirito (il secondo Cenacolo Pentecoste).
  • E, alla fine, l’ha mandata: “Andate… fate questo!”. Ed essi partirono per fare Comunità dappertutto (At 2,42). Dove arrivavano gli apostoli nascevano le Comunità apostoliche.

Crediamo che il Signore abbia fatto anche a noi il dono di questo segreto, non da conoscere, ma da attuare. Segreto che tanti sanno e, volendo, possono vivere. È dono e mistero.Giovanna Spanu

Nel 1980 suor Thérèse, monaca di clausura, dice: “Buoni questi giovani, peccato che siano inconcludenti”. È stata la molla. Giovanna il 3 novembre 1981 lascia la famiglia per andare ad abitare col suo sposo Gesù, in una soffitta. Un anno si unisce a lei Susanna, poi altre: inizia la Comunità, alcune ragazze che fanno famiglia vivendo insieme, nella stessa casa.
Intanto, poiché la carità è contagiosa, giovani, sposati, donne vivono la stessa spiritualità con modalità e impegni adeguati. Si forma il piccolo nucleo, oggi di circa trenta persone. Non si tratta di una realtà a numero chiuso: tanti, animati dallo stesso spirito, vivono lo stesso ideale.

La carezza del PapaPadre Piersandro VanzanDurante un corso di esercizi spirituali Giovanna chiede consiglio al gesuita Padre Vanzan (allora redattore de "La Civiltà Cattolica"): “No, non farti suora, ma va avanti in questo ideale: è troppo bello!”.
Conferme (compresa la benedizione del Papa) e difficoltà non sono mai mancate: è normale, l’importante è cercare di essere Maria che vuole solo amare e servire. Vivere il carisma mariano accanto al carisma petrino del Vescovo e del sacerdote pastore. Diventare, dove possibile, la stessa famiglia che vive col prete: come Maria accanto a Giovanni. Così dice Teresa di Gesù Bambino: “Nel cuore della Chiesa, io sarò l’amore”.

Non prevediamo grossi sviluppi numerici perché è una presenza a mo' di lievito: basta una manciata; sarà la pasta a lievitare. Tutta la parrocchia sarà contagiata (a cerchi concentrici) di spirito comunitario. Non si tratta di un gruppo elitario, ma di battezzati che vogliono vivere il loro impegno con radicalità, vivere il sacerdozio comune, la consacrazione battesimale (anche con voti o promesse) al servizio di Dio nella pastorale ordinaria.

Questa esperienza è proponibile ovunque, come ideale evangelico, ma non come forma, perché ogni parrocchia ha la sua propria fisionomia spirituale e ha tutto quello che occorre per essere “piccola o grande comunità apostolica” (cfr. 1Cor 1,7: ”nessun dono di grazia più vi manca”). Lo Spirito Santo sparge questo seme mediante le sue ispirazioni, i missionari, i sacramenti e la testimonianza di vita; nella Chiesa non esistono “isole felici”, ma solo terre di missione.

Vescovo BonicelliNel 2006 la vita di Giovanna ha ispirato il Musical "L'Amore fa meraviglie", a cui è dedicata una galleria fotografica.

Il Vescovo Cesare Bonicelli, oltre all'immagine dei cerchi concentrici, si è così espresso sul settimanale diocesano "Vita nuova" del 15 giugno 2002: “Il modello è quello degli Atti, con l’apostolo, sacramento di Gesù, e attorno all’apostolo una Comunità che potremmo chiamare “apostolica”. Dove tutti i suoi membri ascoltano la Parola, pregano insieme tutti i giorni, vivono la carità fraterna, hanno profonde relazioni interpersonali... Il futuro del cristianesimo a Parma dipenderà da comunità cristiane che faranno scelte radicali...
 
Illuminante è stata la meditazione di Chiara Lubich "Se in una città s'appiccasse il fuoco...". Molto interessanti anche gli articoli di padre Piersandro Vanzan (Vita pastorale, n.3/1992 e n.6/1992, ed. Società San Paolo), di M.Muolo e di S.Mazza (Avvenire del 4 aprile 2005), di A.Bobbio e A.Chiara (Famiglia cristiana, n.16/2005, Periodici San Paolo srl), di Aldo Cazzullo (Corriere della sera del 3 aprile 2005), raggiungibili dalle miniature qui sotto. Da questi ultimi, del 2005, si evince come le parole di Giovanni Paolo II sulla Comunità nata dal carisma del pastore erano per lui vita vissuta.

La piccola comunità ministeriale
La famiglia di Wojtyla
Avvenire: La sua famiglia accanto fino all'ultimo
Corriere della sera: La lunga veglia dei familiari
Vita Pastorale n.3/1992 e n.6/1992
Famiglia cristiana n.16/2005
Avvenire del 4 aprile 2005
Corriere della sera del 3 aprile 2005

La Piccola Comunità Apostolica è stata riconosciuta ed approvata dal Vescovo di Parma Cesare Bonicelli; il numero de "L'eco", foglio ufficiale della Curia vescovile di Parma, relativo al primo semestre 2005 e pubblicato ad inizio settembre '05, ne dà comunicato nella sezione "Vita della Diocesi": "Con Atto Vescovile prot. n° 85/V/11 del 31 maggio 2005 è stata riconosciuta l'Associazione privata di fedeli denominata "Piccola Comunità Apostolica" e ne è stato approvato lo statuto.

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