Ministranti

Il ministrante è quel ragazzo o ragazza che serve all'altare durante le celebrazioni liturgiche. Sino a prima del Concilio Vaticano II, chi donava questo servizio veniva definito "chierichetto". Il termine "chierichetto" è stato sostituito dal termine "ministrante" che riesce a far capire meglio il suo significato. Esso, infatti, deriva dal latino "ministrans", cioè colui che serve, secondo l'esempio di Gesù che non ha esitato Egli stesso a servire per primo e che invita a fare anche noi la medesima cosa amando i nostri fratelli.

Essere ministrante, però, non si riduce soltanto al servizio all'altare, perchè... il ministrante è un ragazzo/a che attraverso il Battesimo è diventato amico di Gesù che ci ha mostrato che Dio è Amore. Il ministrante è un/una ragazzo/a che nella vita di ogni giorno e con tutti cerca di vivere quello stile di amore che Gesù ci ha insegnato.
Per svolgere bene il servizio all'altare, i Ministranti seguono il calendario dei turni.

Il ministrante svolge un vero e proprio ministero liturgico (cioé un servizio d'amore) così come i lettori, gli accoliti, il coro, ma è un compito tutto speciale e originale perchè ciascuno nella Chiesa e nella vita è chiamato a qualcosa di bello. Può essere ministrante, allora, ogni ragazzo o ragazza, adolescente o giovane che abbia compreso che la Chiesa è espressione di quella sinfonia d'amore che è Dio stesso e che Gesù è quell'amico che sa dare un colore speciale alla vita di ogni giorno vissuta nell'amore.

Nella nostra parrocchia ogni anno in autunno, dopo alcuni incontri formativi, alcuni nuovi ministranti ricevono l'incarico ufficiale ed iniziano il loro servizio col rito della vestizione, gesto che sottolinea la decisione di servire Dio all'altare ed esprime il desiderio di essere nuovi, nella veste e nell'anima.

Il patrono dei ministranti  

Tarcisio, patrono dei ministrantiTarcisioera un ragazzo che frequentava le catacombe di san Callisto ed era molto fedele alla vita di quella giovane Chiesa. Egli ricevette i Sacramenti, nonostante essi si amministrassero solo agli adulti: durante la veglia pasquale, come era usanza di allora, Tarcisio ricevette tre Sacramenti dell'iniziazione cristiana: il Battesimo, l'Eucaristia e la Confermazione. Divenne anche un accolito (come il nostro Dismo - ndr).

Negli anni di Valeriano le persecuzioni erano veramente brutali ed era diventato molto difficile il compito dei diaconi e degli accoliti, che dovevano portare l'Eucaristia dalle catacombe alle carceri e agli ammalati.

Un giorno il sacerdote della catacomba di Tarcisio, dopo aver preparato il Pane per la distribuzione all'esterno, si guardò attorno per cercare qualcuno che si incaricasse di tale gravoso compito. "Padre, manda me". Una voce echeggia nella catacomba; la voce è quella di un giovane, Tarcisio appunto, che si offre volontario. Al rifiuto del sacerdote, che lo riteneva troppo giovane, egli rispose: "Padre mio, la mia giovinezza sarà la miglior salvaguardia. non negarmi questo onore, ti prego!".
Il dialogo si concluse poi così: "Tarcisio, ricordati che un tesoro celeste è affidato alle tue deboli cure. Evita le vie frequentate e non dimenticare che le cose sante non devono essere gettate ai cani né le gemme ai porci.Custodirai con fedeltà le ostie consacrate?". "Morirò piuttosto di cederle", fu la risposta del giovanetto.

Tarcisio attraversò dunque le vie della città, evitando sia i luoghi molto frequentati sia quelli troppo deserti. Non distava molto dal carcere, c'era soltanto da attraversare una grande piazza, dove c'erano alcuni ragazzi: "ci manca uno per completare la squadra (per il gioco)", gridava uno, "come facciamo?".
Videro passare in quel momento Tarcisio, che era conosciuto da quei ragazzi, ma non sapevano che era un cristiano. Egli rifiutò l'invito a giocare e, nonostante essi insistettero, egli stringeva le mani al petto e rifiutava ancora. Ad un certo punto uno di quei ragazzi si accorge che egli incrociava le mani e gli chiese cosa custodiva lì dentro. Egli strinse ancor più le sue mani, mentre gli altri cercavano di strappargliele, poi giunse un signore anziano che capì che era un cristiano che portava le ostie consacrate. Appena si seppe questo iniziò il pestaggio: il sangue di Tarcisio cominciò a spandersi su quel luogo, mentre ormai i colpi e i calci non si contavano più.
Giunse allora un ufficiale pretoriano di nome Quadrato, segretamente cristiano, che intimò a quelle canaglie di andarsene. Appena la piazza fu libera, si chinò sul Tarcisio che gli disse: "Io sto morendo, Quadrato, ma il corpo del Signore è salvo! Ti prego, portami dal sacerdote!". Giunto là, Tarcisio era già morto. Subito le sue spoglie furono poste nelle stesse catacombe di san Callisto; in seguito furono trasportate nella chiesa di san Silvestro in Campo.

Nel XIX secolo il martire dell'Eucarestia fu scelto come patrono dei ministranti. La sua festa è il 15 di agosto.

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