Vocazioni

Nessuno può dire “io non ho la vocazione”. Paolo VI diceva: “Io lo so perché mi hanno eletto Papa: di amare e di soffrire sono capace”. Vocazione è questo: fare della propria vita un dono totale… dove e come Dio ti vuole.
 
Tanti sono chiamati al matrimonio

“Carissimi voi siete già consacrati mediante il Battesimo: ora Cristo vi benedice e vi rafforza col Sacramento nuziale perché vi amiate l’un l’altro con amore fedele ed inesauribile”.

Il matrimonio cristiano è un riflesso dell’amore di Dio. Il matrimonio non è una trappola, ma un trampolino, una via alla santità. Famiglia e parrocchia sono un buon posto per farsi santi. Oggi come a Cana è sempre Gesù che benedice il matrimonio e trasforma l’acqua dell’amore umano nel vino generoso dell’amore di Dio. Ancora oggi ci si sposa con Gesù in mezzo, anzi presente in noi, nelle nostre anime, nel nostro corpo. “L’amore coniugale che persiste durante le vicissitudini della vita mi sembra il più bello dei miracoli, benché sia anche il più comune.” (F. Mauriac)
In tutta la creazione che noi conosciamo non c’è niente di più bello che dica chi è Dio come il matrimonio e la famiglia. E Dio vide che tutto ciò era bello perché in quell’essere maschio e femmina aveva riversato la sua somiglianza.

Perché i preti non possono sposarsi? Risponde una coppia di sposi: “È chiaro: il sacramento del matrimonio coinvolge in una vocazione totalizzante come quella del sacerdote. Dunque o l’una o l’altra”.
Per approfondire questa realtà ci sono in parrocchia alcuni gruppi di sposi in cui si cresce e ci si apre agli altri. È una grande gioia per la Comunità constatare che tanti "ragazzi di trent’anni fa" hanno formato belle famiglie cristiane, confortate dai figli che stanno seguendo i genitori sulla via della fede.


Ad altri il Signore mette in cuore la vocazione di speciale consacrazione
: ministeri ordinati, presbiteri, diaconi, vita consacrata religiosa e laicale.

Si parla di crisi delle vocazioni: sempre meno sacerdoti, parrocchie riunite in unità pastorali per assicurare un servizio essenziale di ministero. Resteremo senza preti? Gesù ha assicurato la sua presenza, mediante i suoi ministri; noi però dobbiamo ricordarci di ...

  • pregare il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe;
  • favorire una cultura del dono di sé e dell'ascolto della Parola di Dio, prima di tutto nelle nostre famiglie;
  • formare piccole Comunità di vita, dove si sperimenta la maternità e paternità spirituale.

La vita di ognuno è, più o meno, legata all’incontro con un prete o con una persona consacrata. Speranza, dunque, come suggerisce Carlo Carretto: “Ero in una piccola parrocchia sui Pirenei. La domenica arrivava un prete: la Messa in fretta e tutto si chiudeva. La gente disperava. Ma dal Concilio mi pareva giungesse una voce: “Non attendete voi laici l’arrivo di un parroco; aprite voi la vostra chiesa chiusa. Uno di voi suoni la campana; chiamate a raccolta per la preghiera, cantate qualche salmo, insegnate il catechismo ai piccoli, ai giovani… assistete i poveri. Se c’è tra voi qualche uomo maturo, retto, amante di Dio, si prepari a diventare diacono; così si tornerà ad aprire il Tabernacolo, distribuire la Comunione. In tal modo la Comunità riprenderà vita”.
È una profezia del 1966: si sta avverando e torneranno tempi ricchi di fede! In parrocchia preghiamo ogni giorno con queste parole: “Moltiplica, santifica e custodisci i tuoi sacerdoti, i missionari, i diaconi e le anime a te consacrate”.


Quali vocazioni di speciale consacrazione ci sono state fino ad oggi in parrocchia?

Grazie, Gesù, che continui a chiamare operai nella tua Vigna, anche in mezzo a noi.

Vuoi conoscere qualche esperienza di vita? Leggi la sezione Testimonianze: è un vero tesoro...


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