Via crucis

Prima stazione

1ª stazione (opera del pittore Gianni Brandolini): Gesù è condannato a morte.
Dallo sfondo a tinte fosche, tra la folla vociante e minacciosa, emerge in primo piano il volto luminoso di Gesù, che trasmette un senso di profonda pace interiore.

Gesù, noi continuiamo a condannarti a morte, quando ti costringiamo a restare fuori dalla nostra casa e dal nostro cuore. Sii soltanto Tu, Gesù, il centro della nostra vita.

Seconda stazione 2ª stazione (opera di Arnaldo Scaccaglia): Gesù è caricato della croce.
In un vortice di pennellate di rosso vivo, che parlano il linguaggio del sangue, la croce di Gesù si fa carico del dolore dell’umanità.

Insegnaci, Gesù, ad accettare e ad amare le nostre croci, senza lasciarci prendere dalla stanchezza. Aiutaci a condividere la tua croce, per amarti più intimamente. Facci comprendere che ogni amore vero passa attraverso la sofferenza.
Terza stazione 3ª stazione (opera di Tiziana Costa): Gesù cade la prima volta.
Gesù cade, schiacciato dal peso della croce. Ma la croce si fa luminosa, quasi spiritualizzata; essa è l’unico strumento attraverso cui si giunge alla salvezza.

Perdonaci, Signore, se troppo spesso cadiamo sotto il peso delle nostre miserie e aiutaci a sollevarci da terra. Grazie perché con Te il giogo si fa più leggero.
Quarta stazione 4ª stazione (opera di Proferio Grossi): Gesù incontra sua madre.
Una pittura resa con soavità di cadenze e ritmi, che crea un’atmosfera di soffusa tenerezza: l’incontro tra il Figlio e la madre avviene nel dialogo muto degli sguardi.

O Gesù, insegnaci a dire “sì” come Maria; aiutaci a realizzare pienamente la nostra vocazione. Non permettere che ci chiudiamo in noi stessi, rendici capaci di far risuonare il tuo messaggio di amore nella nostra vita.
Quinta stazione 5ª stazione (opera di Claudio Spattini): Gesù è aiutato da Simone di Cirene.
Simone di Cirene è posto in luce nell’atto di aiutare Gesù. Le due figure sembrano quasi confondersi l’una con l’altra; nei tratti essenziali si trasmette un senso di profonda spiritualità.

Tu, Gesù non ci hai amato a parole. In Te è la misura dell’amore; siamo chiamati a seguire il Tuo esempio. Rendici capaci di gesti concreti di amore, di condivisione, di umiltà profonda, di disponibilità senza misura.
Sesta stazione 6ª stazione (opera di Vincenzo Vernizzi): la Veronica asciuga il volto di Gesù. 
Al centro della scena Veronica è inginocchiata davanti al Signore; le braccia protese per asciugare il suo volto, in un gesto di sottomissione e di adorazione insieme.

O Gesù, rendici capaci di cogliere le meraviglie che tu hai messo in ognuno. Donaci la sapienza del cuore, perché possiamo scrutare i segni della tua presenza anche quando i nostri occhi sono deboli e stanchi.
Settima stazione 7ª stazione (opera di Paola Braga): Gesù cade la seconda volta.
Il sole, oscurato dal male, stende un’ombra minacciosa. A terra l’Uomo umiliato, offeso, annientato dal dolore, abbandonato nella solitudine profonda. Un richiamo sconvolgente alla realtà del martirio.

Quando il peso delle nostre croci comincia a diventare insopportabile e avremmo tanta voglia di fermarci, di fuggire, di lasciar perdere… insegnaci, Gesù, a non arrenderci, a non lasciarci intimorire dalla paura.
Ottava stazione 8ª stazione (opera di Alberto Cattani): Gesù incontra la donne di Gerusalemme. 
Nel concerto di tonalità sfumate, in un suggestivo nascondimento e svelamento delle immagini, ci colpisce lo sguardo folgorante di Gesù col dito puntato in atto di rimprovero.

Aiutaci Signore a portare a compimento la grande responsabilità alla quale ci hai chiamati come cristiani. Donaci la sapienza, il consiglio, la fortezza per testimoniare il tuo amore ai fratelli.
Nona stazione 9ª stazione (opera di Nando Negri): Gesù cade la terza volta. 
La leggerezza del tocco costruisce il volto sofferente di Gesù e ne lascia affiorare i contorni; tesse i lunghi capelli, in un’immagine mistica e, al contempo, realistica.

Facci comprendere, Gesù, che amare è imparare a morire un po’ a sé stessi, morire per vivere, perdere la propria vita per ritrovarla, entrare per la porta stretta e completare nella propria carne quello che manca alla tua passione.
Decima stazione 10ª stazione (opera di Eugenio Fantoni): Gesù è spogliato delle vesti. 
Nel dipinto naif, dagli umori grotteschi e dai colori violenti, Gesù viene spogliato delle vesti e della sua dignità di uomo.

Crea in noi, o Dio, un cuore puro, affinché, santi nel corpo e nello spirito, intraprendiamo un cammino nella verità e nell’amore, e tutta la nostra vita sia un sacrificio spirituale a Te gradito.
Undicesima stazione 11ª stazione (opera di Enzo Bioli): Gesù è inchiodato sulla croce. 
Sulla sommità del Golgota si innalza la croce, cosparsa di spine, come il tronco di un roseto …intorno il vuoto.

Gesù, noi non siamo capaci di stare sulla croce; fa che, se per un progetto misterioso che tu hai su di noi, dobbiamo rimanere inchiodati col corpo, la nostra anima resti libera e il nostro cuore continui ad amare.
Dodicesima stazione 12ª stazione (opera di Alberto Valeo): Gesù muore in croce. 
Con questa composizione di intensa espressività, si conclude la parabola della sofferenza di Gesù. L’Uomo, inchiodato sulla croce, nel turbinio del vento si torce in uno spasmo doloroso, vibrante in ogni fibra del corpo. Aiutaci, Gesù, ad amare le nostre croci.

Ci abbandoniamo a Te. Consegniamo nelle tue mani la nostra vita. Non vogliamo capire, ma solo essere fedeli alla tua volontà.
Tredicesima stazione 13ª stazione (opera di Paolo Dall’Aglio): Gesù è deposto dalla croce. 
Nell’immobilità terrificante della morte si evidenzia il corpo martoriato di Gesù e il grido dell’umanità sofferente. Sullo sfondo incombe un orizzonte nero e opaco.

Insegnaci, Gesù, a non aver paura di scelte coraggiose e contro corrente. Donaci di far trasparire dalla nostra vita la bontà del Padre, la fiducia nella Provvidenza, la speranza di essere salvati.
Quattordicesima stazione 14ª stazione  (opera di Tiziano Marcheselli): Gesù viene posto nel sepolcro.
Opera di suggestivo spessore narrativo. Un uomo è posto nel sepolcro. Nel luogo del pianto le donne, avvolte in mantelli scuri, sembrano unite in un unico lamento. In alto un cielo straordinariamente azzurro annuncia la Pasqua.

Signore aumenta la nostra fede, perché possiamo credere al di là delle apparenze, sperare oltre la morte, amare con la misura del Tuo Amore. Grazie Gesù.

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