Bassorilievi

Crocifisso in terracotta Sopra l’altare domina il crocifisso in terracotta, realizzato nel 1972 dal maestro Otello Bernini (1910-2000). “Uomo del dolore che ben conosce il patire”, le braccia spalancate per accogliere l’assemblea. Le linee scarne e il materiale trattato “a pietra” esprimono il gelo della morte e il senso del corpo consumato, scavato dalla sofferenza e dal peccato dell’uomo.
   
  Dello stesso autore i 3 bassorilievi nella cappella feriale.
Bassorilievo Consersione Paolo Il bassorilievo di fronte all’altare raffigura la conversione di Paolo. Ben espressa la dinamicità dell’evento: il cavallo, in una mossa repentina, disarciona Paolo, stupito e spaventato, che cerca di proteggersi con la mano. Un angelo trattiene il cavallo e testimonia la straordinarietà dell’incontro divino.
   
Bassorilievo San Martino L’opera vicino alla vetrata policroma, realizzata, come quella sulla conversione di Paolo, nel '72, rappresenta S.Martino mentre divide il suo mantello per offrirlo al mendicante. Con un forte vigore plastico, l’artista coglie il momento più alto in cui il santo rivolge il suo sguardo d’amore verso il povero che alza il volto in un dialogo muto, di fiducia e d’attesa. Il Signore saprà ricompensare Martino della sua carità.
   
Bassorilievo Angelo L’angelo è il soggetto anche del bassorilievo, l’unico in terracotta naturale, di fianco al tabernacolo, ultima opera in ordine di tempo del maestro parmigiano (1995). In una mano offre il lenzuolo che avvolgeva il corpo del Signore risorto e con l’altra, sollevata, saluta e rassicura.

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