Alessia e Paolo, sposi

Mettere un pezzetto della nostra vita sul sito internet della nostra parrocchia ci sembra un tantino strano e un po’ ci imbarazza; ciò che ci ha convinto è la speranza che qualche lettore riesca ad intravedere l’intervento di Dio, Padre buono, nella nostra storia così da poterlo cercare anche nella sua!

Io e Paolo siamo sposati da 7 anni e fin dal fidanzamento pensavamo di formare una famiglia sia con figli concepiti “naturalmente” che con figli adottivi; così dopo qualche anno di matrimonio ci siamo aperti ad entrambe le strade e, sicuramente fuori da ogni nostra aspettativa, è arrivato prima il figlio adottivo e con tempi veramente brevissimi rispetto alle attesa che ci avevano prospettato… probabilmente il Signore l’aveva pensata così… è andato oltre i nostri programmi e non ha voluto fermarsi davanti agli ostacoli dei problemi impegnativi che in quei mesi stavamo affrontando: abbiamo proprio toccato con mano che le Sue vie non sono le nostre vie!

Si chiama Emiliano, nome che aveva già e che abbiamo trovato bello confermare per ricordarci sempre che ci è stato donato in un modo “speciale”! È con noi da 3 anni, il giudice ce lo ha affidato che aveva 25 giorni di vita…

È incredibile ripensare a come la nostra vita sia cambiata in una sola settimana…
Tornati dalle vacanze estive arriva l’inaspettata telefonata dal Tribunale Minorile di Bologna. Subito abbiamo pensato all’ennesimo colloquio conoscitivo, anche se ci sembrava strano visto che avevamo già ottenuto l’idoneità all’adozione pochi mesi prima! Il giorno dopo siamo andati in Tribunale: che colloquio interminabile, tante domande, tante ipotesi, tanta speranza, ma anche tanta paura e poi ...la proposta del giudice: “c’è un bambino che ha urgentemente bisogno di una mamma e di un papà, ve la sentite?”

Così senza chiedere nulla su chi e come fosse questo piccoletto che pian piano cominciava a farsi reale, ci siamo guardati e, con le lacrime agli occhi, abbiamo detto “SI”.

Pochi istanti dopo ci hanno detta che era un maschietto di 20 giorni, senza particolari problemi fisici, ma solo con un gran bisogno di affetto.

Ci siamo sentiti subito profondamente grati a Dio che in quel momento sceglieva proprio noi per accompagnare, insieme a Lui, Emiliano fin dai suoi primi passi nel cammino della vita!

Da quel momento è stato un alternarsi di emozioni e sentimenti tra la gioia e la paura di non essere adeguati; giorni pieni, anche perché ne avevamo solo 3 per fare i preparativi: culla, vestitini, il comunicarlo a parenti e amici, sul lavoro e per capacitarci a vicenda di ciò che era davvero accaduto ...diciamo che è stata una “gravidanza” un po’ troppo breve, ma sicuramente molto intensa e condivisa tra noi, ma anche con i tanti amici e parenti che ci hanno da subito sostenuto, incoraggiato e aiutato davvero in tutto.
Siamo quindi partiti per Rimini dopo pochissimi giorni impazienti di incontrare e conoscere Emiliano che era ospitato, dopo la dimissione dell’ospedale, da una bellissima casa-famiglia in attesa che arrivasse la sua nuova mamma e il suo nuovo papà.

Non ci sono parole per descrivere il momento in cui lo abbiamo visto e abbracciato: è stato un momento grande e pieno di Mistero.

Siamo rimasti qualche giorno lì per conoscere la sua storia e le sue abitudini, poi tutto è iniziato!

Sapevamo pochissime cose pratiche su come gestire nel quotidiano un bimbo così piccolo e nel brevissimo tempo che ci ha separato dall’arrivo di Emiliano ogni tentativo di imparare dai libri è stato insufficiente. Ci siamo però subito resi conto che l’essenziale ce lo avrebbe insegnato lui stesso, con quei suoi occhi che di giorno in giorno si illuminavano sempre di più nel calore dei nostri abbracci. E allora abbiamo sentito che potevamo farcela, anche con un biberon di latte scaldato troppo, un pannolone chiuso male o con tutine troppo lunghe.

Pensiamo che l’adozione, così come il cercare responsabilmente un figlio “naturale”, parta dal semplice desiderio di diventare genitori e di voler espandere l’amore che unisce marito e moglie.
Durante l’iter dei colloqui con gli assistenti sociali, gli psicologi e i giudici sostenuti al fine di ottenere l’idoneità all’adozione però, ci siamo accorti che l’adozione è, nel suo divenire, un’esperienza diversa dal diventare genitori “naturali”: in essa vengono esaltate parole come gratuità, accoglienza e disponibilità verso un “evento” che non si può in alcun modo tentare di controllare, di scegliere e nemmeno di immaginare…

Sempre durante i colloqui ci chiedevamo come sarebbe nato il nostro sentimento di amore materno e paterno verso l’eventuale bambino, non riuscivamo ad immaginarcelo, così come pensavamo fosse difficile accogliere con lui anche la sua dolorosa storia; ma oggi possiamo dirvi che l’amore per Emiliano è nato semplicemente, ora dopo ora, ADOTTANDOCI reciprocamente nella consapevolezza di avere sì origini diverse, ma di essere nati dallo stesso Amore.

E la sua storia? Si, in qualche momento è difficile da accogliere, ma è anche una costante occasione per mettere tutto nelle mani di Maria!
Crediamo che adottare un bambino, una bambina non è una risposta al desiderio di compiere un opera di solidarietà e nemmeno può essere la risposta ad un bisogno di maternità e paternità altrimenti impossibile; avere un figlio adottivo è qualcosa di più: è aprire nella propria famiglia uno spazio per l’accoglienza di un bambino generato da altri, con una sua storia e che ha bisogno di continuarla con dei nuovi genitori.

Per noi è stato un percorso molto bello, che ci ha fatto crescere come persone e come coppia, ci ha fatto passare dal desiderio di “avere” un bambino a quello di “accogliere” un bambino, dal fare nostri progetti all’accogliere quelli che Dio aveva pensato per noi e a capire che un figlio, qualsiasi identità e origine possa avere è sempre e comunque un grande dono e un dono lo si può solo accogliere con tanta gratitudine!

Adesso siamo una famiglia, come tante altre, dove l’accoglienza reciproca e la fiducia sta alla base di tutto.
E proprio sei mesi fa è successo un altro avvenimento speciale, inaspettato anche se tanto desiderato: aspettiamo una bambina (Maddalena - ndr), questa volta viene dalla mia “pancia”! È successo proprio qualche giorno dopo che avevamo superato il colloquio per l’idoneità a una seconda adozione: anche in questo caso il volere del Signore era diverso dal nostro!
Dico “evento inaspettato” perché in questi ultimi tre anni sono stata operata due volte di endometriosi e la scienza aveva dato bassissime probabilità per una gravidanza …ma si sa, a Dio nulla è impossibile!
Lui ama intensamente ognuno di noi, ognuno di noi è per Dio unico e prezioso (non certo per quello che è, ma per quello che può essere se accetta il Suo progetto!). E per noi accogliere il Suo progetto a volte è stato difficile, a volte molto facile… ma che cos’è la Vita se non un “SI” a ciò che Lui ci sussurra nel cuore?!

Un augurio allora a te che stai leggendo, perché tu possa scoprire ogni giorno di più che “tutto risponde al bene di ciascun anima” …se si sà aspettare con fiducia la Sua Grazia!

Alessia

Parma, 12 agosto 2005


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